Visualizzazione post con etichetta Licia Palmentieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Licia Palmentieri. Mostra tutti i post

mercoledì 27 luglio 2011

A Napoli 11mila dipendenti comunali senza stipendio, l’analisi della Palmentieri


La viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “Oggi il neosindaco si è recato a Roma per chiedere lo svincolo dei fondi, ma è intollerabile che a fare le spese di questa sottile guerra tra Governo e amministrazione comunale siano i cittadini”

Napoli - Per undicimila dipendenti del Comune di Napoli, questo mese non ci sarà lo stipendio. L’ammanco di circa venti milioni delle casse comunali ha costretto il tesoriere a bloccare i pagamenti a vigili urbani, cancellieri, dipendenti, tecnici e impiegati. Causa del deficit, oltre ad un ritardo del Governo nel trasferimento di fondi, è la pessima situazione lasciata dalla giunta precedente, benché i sindacati abbiano puntato il dito anche contro il neosindaco de Magistris per non aver considerato il problema in maniera adeguata.

“Credo – dichiara Licia Palmentieri, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti – che l’amministrazione de Magistris non abbia ancora raggiunto il pieno regime organizzativo. Ci si guarda ancora intorno tentando di liberarsi dai cumuli di spazzatura senza l’aiuto del Governo e proprio oggi il neosindaco si è recato a Roma per chiedere lo svincolo dei fondi, bloccati dal patto di stabilità”.

La Palmentieri tiene a precisare l’importanza di non confondere l’allarme rosso di Palazzo San Giacomo con la campagna denigratoria a discapito dell’amministrazione che si è appena insediata: “Non posso fare a meno di ipotizzare questa situazione come l’ennesimo tentativo di boicottaggio ai danni della nuova giunta comunale, onde dimostrarne ai cittadini l’inaffidabilità. Se così fosse si tratterebbe di un segnale piuttosto grave. È comunque intollerabile – sottolinea l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – che a fare le spese di questa sottile guerra tra Governo e amministrazione comunale siano i cittadini. Sono certa che i napoletani conserveranno il ricordo dei disagi sofferti da chi ha proclamato miracoli che si sono poi trasformati in una via crucis di disagio. Attendo di verificare se questi primi cinquecento milioni di euro richiesti da de Magistris alle casse governative riusciranno a risolvere in tempo anche il problema degli stipendi comunali, inoltre mi aspetto che venga fornita una corretta e pronta informazione sulle responsabilità di tale grave mancanza”.

mercoledì 6 luglio 2011

La Camorra assume disoccupati, l’analisi della Palmentieri


La viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “La malavita fa da ‘anti-Stato’ laddove i cittadini sono abbandonati a se stessi, privi di speranze, di una vita lavorativa onesta che consenta loro di garantirsi la sopravvivenza”

Roma – Nel rione “Piano Napoli” di Boscoreale i carabinieri di Torre Annunziata hanno eseguito 34 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di un importante snodo di spaccio, macchina della droga che fruttava alla malavita circa 25 mila euro di fatturato giornaliero.

“Il mio plauso va alla magistratura e alle forze dell'ordine – sottolinea Licia Palmentieri, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti - per l'abnegazione con la quale lavorano al fine di svuotare goccia a goccia il mare della Camorra. Purtroppo non posso che riscontrare di nuovo come la malavita faccia da ‘anti-Stato’ laddove i cittadini sono abbandonati a se stessi, privi di speranze, di una vita lavorativa onesta che consenta loro di garantirsi la sopravvivenza. Più il governo continuerà a credere di potersi rivalere sul Welfare per le proprie mancanze organizzative e più le mafie di tutti i tipi troveranno disperazione e persone disposte ad affidarsi a simili alternative pur di riuscire a guadagnare il pane”.

Francesco Casillo, che figura tra gli arrestati, è ritenuto il capo dell’organizzazione. Secondo le indagini, l’organizzazione reclutava giovani disoccupati e sembrerebbe che alcune madri si rivolgessero alla cosca per far assumere i propri figli, altrimenti senza occupazione.

“Per l'ennesima volta – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -, sbattiamo la testa sulle conseguenze del proibizionismo bacchettone ed ottuso che alimenta le reti del malaffare. Regolamentare alcune droghe non significa condannare a morte dei giovani, tutt'altro, vuol dire tagliare ingenti risorse finanziarie alle organizzazioni criminali e monitorare che proprio i fruitori di droghe non si facciano del male. Invito a riflettere di nuovo su questa decennale questione – conclude la Palmentieri - che potrebbe già essere risolta da tempo”.

martedì 10 maggio 2011

Militari fischiati alla discarica di Giugliano, la nota della Palmentieri


La vice responsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti:
“La soluzione non è l’esercito, appare evidente che anche il cosiddetto ‘miracolo napoletano’ del 2008 altro non è stato che una farsa a favor di telecamera”

Napoli – Dopo l’invio dell’esercito in Campania per combattere l’emergenza rifiuti continuano le proteste e gli episodi di tensione. Davanti alla discarica di Giugliano gli autisti dell’azienda di rimozione della spazzatura, Asìa, in fila dalla mattina, hanno fischiato i soldati che sono riusciti a scaricare subito nel sito.
Sullo scottante tema si esprime Licia Palmentieri , vice responsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “Fa piacere constatare che anche i cittadini, oltre ai dipendenti dell’Asìa, abbiano acquisito la consapevolezza che l’invio dell’esercito rappresenti l’ennesimo atto propagandistico pre-elettorale, e che i militari non possano essere la soluzione perché non sono addestrati certo alla rimozione dei rifiuti”.
Secondo la referente del movimento presieduto da Antonello De Pierro non è la rimozione l’ostacolo da superare: “Con le discariche al collasso e con il termovalorizzatore a singhiozzo appare evidente, sempre più capillarmente, che anche il cosiddetto ‘miracolo napoletano’ del 2008 altro non è stato che una farsa a favor di telecamera”.
“Purtroppo però - continua – le responsabilità del disastro ambientale napoletano sono trasversali e ciò determina una sfiducia altissima da parte dei cittadini campani in tutte le istituzioni”.
“Non si può dar loro torto - afferma con rammarico la Palmentieri – . Abituati alla tradizione teatrale campana, questo via vai di soldati e di dichiarazioni ad effetto, appare come l’ennesimo atto di una commedia tragicomica che ormai non convince più nessuno”.
Lo sguardo della referente dell’Italia dei Diritti è lungimirante: “ Per la soluzione del problema, purtroppo, siamo ancora distanti dal traguardo. Non si vedono neppure in lontananza proposte risolutive e non si accenna minimamente al fatto che l’emergenza rifiuti in Campania stia diventando un problema nazionale perché rivela come in buona parte del centro-sud lo smaltimento dei rifiuti sia ormai prossimo al collasso”.
Servono soluzioni strutturali secondo la Palmentieri, secondo la quale è “ridicolo” definire emergenza un fenomeno che perdura da un decennio. “Queste soluzioni non devono però - conclude -, passare sulla salute dei cittadini attraverso la frettolosa attivazione di discariche non a norma ed inceneritori difettosi”.

martedì 22 marzo 2011

Blitz nella discarica di Chiaiano, dura la Palmentieri


La viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “Le istituzioni, finora, si sono preoccupate soltanto di nascondere le montagne di spazzatura sotto un tappeto fatto anche di connivenze”

Napoli - “Questa inchiesta prova per l’ennesima volta come l’emergenza rifiuti in Campania, che tanto emergenza non è visto che la situazione perdura da almeno 17 anni, non può essere risolta a colpi di decreti legge e di provvedimenti d’urgenza una tantum, imposti con l’uso dell’esercito sulla pelle dei cittadini”. Licia Palmentieri, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti, commenta in modo risoluto i blitz della Dda campana effettuati nei giorni scorsi nella discarica di Chiaiano e negli uffici della Ibi idrobioimpianti e della Edilcar s.a.s. I reati ipotizzati per le dieci persone indagate sono la frode in pubbliche forniture per i materiali adoperati a Chiaiano e la gestione abusiva della discarica di Giugliano.

“La Ibi era già stata colpita da un’interdittiva antimafia - spiega la Palmentieri - e la Edilcar s.a.s. della famiglia Carandente Tartaglia è sospettata di vicinanza con i clan Mallardo- Zagaria. I comitati cittadini locali avevano da tempo denunciato che l’argilla prelevata dalla Edilcar era di pessima qualità e non compattata in modo da garantire l’impermeabilizzazione del sito. Addirittura, il sospetto è che la società abbia fruito di un subappalto della Ibi ed abbia prelevato materiali di scarto dalla discarica abusiva di Giugliano, anche quella sequestrata, e da altri siti per rivenderli a Chiaiano come materiali d’impermeabilizzazione”.

L’esponente regionale del movimento guidato da Antonello De Pierro conclude l’analisi con una critica profonda che denota la sua sensibilità personale relativa ai problemi della Campania: “Il fatto che il quadro della situazione fosse chiaro già nel 2008 desta sospetti sulle motivazioni che hanno avviato i sequestri e le indagini così tardi, soprattutto stando alle dichiarazioni di ex imprenditori vicini alla camorra e di alcuni pentiti, tra cui Gaetano Vassallo. Come mai gli appelli dei comitati cittadini e dei comitati ambientalisti sono stati ignorati? La verità è che le istituzioni, finora, si sono preoccupate soltanto di nascondere, in tutta fretta, le montagne di spazzatura sotto un tappeto fatto anche di connivenze, spostando il problema alle popolazioni vicine alle discariche garantite ma, in realtà, finite chissà come appaltate a società sospette da lungo tempo.
Mi domando se dovremo restare a guardare emergere di volta in volta le irregolarità e gli abusi, prima che si capisca che in Campania è assolutamente necessario risolvere il problema a monte, e non solo a favore di telecamera durante i tg, in prossimità delle elezioni”.

venerdì 10 dicembre 2010

Drappo di protesta contro crisi rifiuti a Napoli, il sostegno della Palmentieri


La vice responsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti : “I cittadini di Napoli e provincia non ne possono più delle promesse di Berlusconi e dei politici in generale”

“L’iniziativa del drappo nero gode della mia più totale solidarietà” . Così la viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti Licia Palmentieri apre il suo vivo commento alla notizia della protesta promossa dai Consorzi Borgo Partenope e Caracciolo Mergellina, contro la crisi dei rifiuti. Il lungomare da ieri è attraversato da un lungo drappo nero sorretto da dipendenti e titolari di ristoranti, bar e chalet del lungomare che per tutta la giornata sono rimasti chiusi e senza luci. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva promesso che entro sabato la città sarebbe tornata pulita ma nelle strade giacciono ancora 1800 tonnellate di spazzatura non raccolte.
“ Purtroppo la crisi di governo si rifletterà negativamente anche sulla situazione campana rendendo sempre più concreta l’ipotesi delle solite soluzioni straordinarie e passeggere che avranno il frutto di liberare strategicamente a orologeria la città dai rifiuti per i soliti motivi propagandistici ed elettorali e di rimandare così di un altro po’ una nuova esplosione del problema. Questo è il solito meccanismo al quale i cittadini assistono da così tanti anni, e temo che ormai abbiano smesso di farsi illusioni a riguardo. Il riscontro negativo colpisce tutta l’economia del capoluogo campano, come abbiamo visto dall’iniziativa degli esercenti di Mergellina. Una città che perde tragicamente le proprie risorse turistiche, che acquista una pessima fama all’estero nonché già drammaticamente flagellata da problemi di portata spaventosa come la disoccupazione, la criminalità e la generale carenza delle infrastrutture non può permettersi assolutamente di perdere anche il turismo.”
L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro continua la sua attenta analisi affermando : “Se la concentrazione del premier e del governo non fosse del tutto assorbita dai problemi giudiziari e quindi da quelli politici del nostro presidente del consiglio si potrebbe sperare in un reale sforzo collettivo per creare, finalmente, gli interventi radicali e strutturali necessari alla non ripresentazione della crisi dei rifiuti. Anche la mancanza di coordinamento tra le amministrazioni comunale, provinciale e regionale credo stia facendo sentire il proprio peso. Purtroppo, però, tale situazione di disperazione da parte dei cittadini è stata, è e sarà sempre sfruttabile per occasioni elettorali fallimentari, come abbiamo visto un paio di anni fa. I cittadini campani dovrebbero imparare a non fidarsi più solo delle vuote promesse, del provvedimento provvisorio e pre-elettorale paragonabile ad una spalmata di bitume sulle voragini delle strade del posto, destinato a dissolversi poco dopo le elezioni.”
“Insomma - conclude la Palmentieri - bene protestare ma è necessario anche aprire gli occhi e pretendere che il politico di turno sia seriamente intenzionato a dedicarsi alle soluzioni reali e definitive dei problemi del territorio."

martedì 23 novembre 2010

Fallimento del Governo su immondizia a Napoli, indignazione della Palmentieri


La viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “Ci sono stati due anni di tempo per risolvere i problemi del termovalorizzatore di Acerra e, invece, ci è toccato assistere ad un uso elettorale dello stesso con numerose menzogne sul suo nascosto malfunzionamento.”

Roma -“Il problema dei rifiuti riesploso a Napoli è un fallimento annunciato e francamente mi sorprendo dello stupore perché in questi due anni dovremmo sapere di avere ascoltato e visto solo propaganda e non vere soluzioni, veri interventi strutturali radicali.”
Così esordisce Licia Palmentieri, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti, alla notizia che la visita dell’Unione Europea si è conclusa con la constatazione che dal 2008 nel capoluogo campano, nulla è cambiato rispetto alle promesse iniziali del governo.
“La spazzatura è stata raccolta e messa sotto il tappeto – prosegue la Palmentieri – utilizzando metodi in deroga alle normali procedure di smaltimento che avrebbero dovuto servire solo provvisoriamente per far fronte alla crisi e, invece, sono diventati prassi. Ci sono stati due anni di tempo per risolvere i problemi del termovalorizzatore di Acerra e, invece, ci è toccato assistere ad un uso elettorale dello stesso con numerose menzogne sul suo nascosto malfunzionamento.”
Ad oggi dunque, come traspare dalle parole della Palmentieri, il premier si trova costretto a ritornare sui suoi passi sia per quanto riguarda il termovalorizzatore di Acerra, mai stato in funzione e che doveva aggiungersi ad altri tre, e sia per la mancata realizzazione del numero delle discariche pattuite. D’altra parte quelle in funzione, Chiaiano (Napoli) e cava Sari (Terzigno) sono in uno stato di saturazione.
“A farne le spese non devono essere i cittadini – prosegue l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – che risiedono nei dintorni di discariche rese legali per il rotto della cuffia o quelli residenti nei dintorni di un impianto mal funzionante ed altamente inquinante. Adesso, da poco, è ripartita la differenziata nelle provincia di Napoli e si preannunciano nuovi disagi perché i provvedimenti per questa nuova raccolta sono assolutamente assurdi e stanno già suscitando perplessità e fraintendimenti. Da un giorno all’altro, si vorrebbe applicare, su un territorio non abituato alla raccolta differenziata, una sorta di disciplina nordica senza procedere per gradi. Sono stati rimossi i bidoni dell’indifferenziato, che verrà raccolto solo due volte a settimana, col risultato che le buste sono esattamente per strada, esposte al passaggio di branchi di cani o di altri randagi isolati, quindi alla rottura ed allo spargimento del loro contenuto, senza considerare i numerosi nubifragi degli ultimi giorni, che non rendono certo la situazione più vivibile.”
Le tonnellate di immondizia che invadono la città partenopea e i paesi limitrofi, non possono non culminare nella presa di coscienza del fallimento del piano rifiuti. Ed è proprio interrogandosi sulle cause della questione che la Palmentieri rilancia la sua accurata analisi: “La fretta è cattiva consigliera soprattutto se è dettata da anni di trascuratezza e vuota propaganda elettorale. Vorremmo sapere che ha fatto Cesaro in questo tempo, con precisione. Che ne è degli impianti di compostaggio? Che ne è stato della certificazione del collaudo dell’impianto di Acerra? E queste sono solo alcune delle domande alle quali non è solo l’Unione Europea a pretendere delle risposte ma l’intero Paese”.

mercoledì 9 giugno 2010

I clan dietro la scomparsa dei cassonetti a Napoli, l’ipotesi della Palmentieri


Napoli – 9 Giugno 2010. “Si tratta probabilmente di un messaggio che la camorra rivolge alle istituzioni, esibendo il conto dopo la tornata elettorale”. La viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti Licia Palmentieri avalla l’ipotesi al momento al vaglio della Dda, sulle sparizioni di cassonetti dell’immondizia nei quartieri napoletani di Fuorigrotta, Pianura e Soccavo. Secondo i magistrati antimafia, che a riguardo hanno aperto un fascicolo d’inchiesta, dietro la scomparsa dei contenitori non ci sarebbero unicamente atti di teppismo e vandalismo isolato, ma la regia della criminalità organizzata interessata ai subappalti e alle speculazioni sul ciclo dei rifiuti. Scopo del disegno criminale sarebbe la creazione di una nuova emergenza rifiuti che, oltre a rappresentare un’opportunità di business per i clan, produrrebbe ulteriore dissenso della cittadinanza nei confronti dello Stato. Per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, una pesante responsabilità è in capo alle Amministrazioni pubbliche: “Il piano di smaltimento del Governo procede tra ritardi e inefficienze. L’inceneritore di Acerra non funziona con continuità, mentre nel giro di un anno i siti individuati per lo sversamento dei rifiuti saranno pieni”. La Palmentieri ravvisa una correlazione tra le difficoltà dello smaltimento, le recenti elezioni regionali e la scomparsa dei cassonetti, definendola “un fenomeno postelettorale tipicamente campano, con cui la camorra ricatta il Palazzo o eventuali candidati favoriti in campagna elettorale, chiedendo di allentare i controlli e ottenere subappalti e finanziamenti pubblici”. Nell’augurarsi che la magistratura faccia piena luce sulla vicenda, la viceresponsabile campana in conclusione mette in guardia dalle conseguenze sociali che un’eventuale nuova emergenza rifiuti potrebbe avere: “Lungi dall’attribuire alla criminalità organizzata la presenza dell’immondizia per le strade, la popolazione aumenterebbe la propria sfiducia e l’avversione nei confronti delle istituzioni statali, il tutto a vantaggio del consenso goduto dai clan camorristici”.

lunedì 7 giugno 2010

Allarme baby spacciatori a Napoli, il commento della Palmentieri


La viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “Piuttosto che puntare il dito verso chi denuncia queste situazioni, si dovrebbero proporre modelli di vita alternativi”


Napoli, 7 giugno 2010 – Nel 2009, su 266 persone arrestate per spaccio di droga undici erano minorenni. Non solo sedicenni e diciassettenni, ma anche infraquindicenni, con un caso limite, un ragazzino di soli quattordici anni. Secondo Licia Palmentieri, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti “si tratta di situazioni antiche che si protraggono da tempo, che anche Roberto Saviano aveva denunciato”.

“Quando nasci in zone come Secondigliano o Scampia – spiega la Palmentieri –, la camorra si propone quasi come organo assistenziale per i minori, oltre che come fonte di guadagno facile. I ragazzini sono allettati dall’idea di guadagnare molto e spesso sognano di diventare boss, senza in realtà rendersi conto che la camorra li sfrutta”, ha continuato la rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro, che ha poi concluso così: “Piuttosto che puntare il dito verso chi denuncia queste situazioni, si dovrebbero proporre modelli di vita alternativi per i ragazzi con una vera e propria azione politica, oltre che con lo stanziamento di fondi destinati a educare gli stessi. È vero che viviamo un periodo di crisi, ma non si può rimandare la vita di questi giovanissimi a quando questa sarà passata, perché ormai loro saranno cresciuti e sarà troppo tardi per recuperarli”.

venerdì 23 aprile 2010

Diffuso video raid camorristico a Pozzuoli, lo sfogo della Palmentieri


La viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “Le misure del Governo lasciano i criminali nell’impunità”

Napoli, 23 aprile 2010 - “Mentre il Governo sbandiera i provvedimenti del decreto sicurezza contro la criminalità organizzata, in Campania si vive un clima da far west e la camorra continua a fare ciò che vuole”. Questa l’amara constatazione di Licia Palmentieri, viceresponsabile regionale dell’Italia dei Diritti, circa il raid al bowling di Pozzuoli, di cui ieri sono state diffuse le immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso in seguito all’arresto dei quattro autori. Motivi affettivi alla base del gesto che ha indotto Gaetano Palumbo ad irrompere, armato di kalashnikov, con altre tre persone nel locale frequentato da numerose famiglie.
“I motivi personali del boss stavano per causare una strage, ma - nota l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - fortunatamente tutto si è risolto solo in una grande paura. L’episodio fotografa però drammaticamente la situazione di estremo degrado che vive la Campania, dove i criminali si sentono liberi di agire impuniti”. Per la Palmentieri i militari non sono utili a garantire la sicurezza nelle città e i magistrati si trovano spesso isolati nel portare avanti la lotta alla criminalità organizzata:”Tutto ciò mentre il Governo - conclude la vice responsabile campana dell’Italia dei Diritti -, dopo aver tagliato i fondi alle forze di polizia, sta per fare un altro regalo alla camorra con il disegno di legge sulle intercettazioni”.

Bimba operata d’ernia muore a Napoli, lo sdegno della Palmentieri


La viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “La politica economica del Governo non aiuta a ridurre il rischio di casi di malasanità”


Napoli, 23 Aprile 2010 - “La fatalità è inversamente proporzionale alla cura e alla diligenza impiegate dal personale sanitario per evitare complicanze postoperatorie”. Questo il commento di Licia Palmentieri, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti, sull’ultimo possibile caso di malasanità. Vittima una bimba nigeriana di 4 anni che, entrata in sala operatoria per un banale intervento di ernia ombelicale, non si è più risvegliata. In attesa dell’autopsia, disposta dalla procura della Repubblica di Napoli per accertare eventuali responsabilità dei medici, l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro invita a riflettere sull’operato del Governo, che “tagliando i fondi, non aiuta certo a ridurre il fenomeno della malasanità. È assurdo - conclude la Palmentieri - che nel 2010 si muoia in strutture deputate alla cura e al miglioramento delle condizioni di salute della popolazione”.

martedì 2 marzo 2010

Camorra e amministrative in Campania, il punto di Licia Palmentieri

Napoli – A poche ore dall’acquisizione delle liste per le prossime amministrative, già si riempiono i fascicoli della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, riguardante i futuri candidati. “Il problema è trasversale, come per Angelo Brancaccio, che in passato è stato candidato nelle liste dei Democratici di Sinistra”. Così Licia Palmentieri, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti, analizza il fenomeno ormai noto nel territorio.

I riflettori sono puntati sulla provincia di Caserta, che nella competizione elettorale è prima nella lista per il pericolo di infiltrazione mafiosa da parte del clan dei Casalesi, ma riguardano anche la candidatura del sindaco di Villa Literno, Comune reintegrato dal Tar di cui oggi il Consiglio di Stato discuterà il ricorso. “L’Italia dei Diritti auspica in una maggiore attenzione nella scelta dei candidati – continua la vice responsabile del movimento presieduto da Antonello De Pierro – i cittadini non devono sottostare più allo scambio di piaceri tra mafie e classe dirigente. Ci auguriamo, tra le altre cose, che il super potere di Nicola Cosentino, coordinatore regionale del Popolo delle Libertà, venga messo da parte. Cose del genere non devono più accadere. Non abbiamo ancora visto – conclude la Palmentieri – i risultati dei tanti proclami fatti a livello nazionale, sulla pulizia delle liste. La situazione è praticamente rimasta invariata”.

martedì 16 febbraio 2010

Allarme smog e diossina a Napoli, lo sdegno della Palmentieri


La viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “È necessario trovare delle soluzione alternative al problema degli inceneritori”.

Napoli – Medici in allarme in Campania per le ultime ricerche presentate all’Ordine di Napoli che documentano il crescente degrado ambientale e la conseguente diffusione di tumori e allergie nel territorio campano. Le cifre sono preoccupanti: un bambino su 500 si ammala di neoplasia e tra il 1998 e il 2002 è stato riscontrato un aumento del 3,2% l’anno di casi di cancro, specie in prossimità delle discariche. “La crescente produzione di smog nelle strade è un problema da non sottovalutare e la cui soluzione dovrebbe essere all’ordine dei giorno dei nostri governanti” afferma la viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti Licia Palmentieri.
E alla notizia di tracce di diossina riscontrate nel latte materno la Palmentieri dichiara: “È doveroso contrastare con forza l’abuso dell’impiego di inceneritori e promuovere metodi alternativi di riciclaggio di rifiuti. Non posso non condannare poi – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – gli incendi ai danni di numerosi cassonetti della città provocati come tutti ben sanno dalla camorra, con lo scopo di creare un clima di tensione e che contribuiscono certamente al deterioramento del nostro territorio”.

giovedì 14 gennaio 2010

Carcere di Poggioreale, Italia dei Diritti chiede intervento istituzionale


Lo sdegno congiunto della viceresponsabile campana Licia Palmentieri e del responsabile per la Giustizia Giuliano Girlando: “E’ necessaria una maggiore tutela dei carcerati”


Napoli – Col raggiungimento del poco invidiabile primato di 2.680 reclusi, la situazione del carcere di Poggioreale, il più vecchio del capoluogo campano, ha assunto ormai i tratti di un’emergenza. Condizioni fatiscenti, un sovraffollamento stimato nell’ordine di mille unità oltre la capienza massima prevista, celle ospitanti fino a nove detenuti ognuna, condizioni igieniche precarie e un numero di agenti penitenziari ormai fermo dal 2001. Uno scenario che ha spinto l’Italia dei Diritti, nelle persone della viceresponsabile campana Licia Palmentieri e del responsabile per la Giustizia Giuliano Girlando, a invocare a piena voce un intervento istituzionale: “Alfano ha appena ottenuto l’approvazione di un decreto speciale per la costruzione di nuove carceri – ha commentato la Palmentieri – ma per me è solo una ‘boutade’ elettorale che non avrà seguito, perché serviranno circa 15 anni per costruire nuove strutture, mentre si potrebbero attuare soluzioni più rapide, penso all’adattamento di edifici dismessi, che potrebbero senza dubbio accelerare i tempi. Garantire un’esistenza più umana ai detenuti è doveroso – incalza la viceresponsabile campana dell’Italia dei Diritti – perché il carcere deve essere sì punitivo, ma anche finalizzato a un recupero sociale dell’individuo. Si dovrebbe prestare più attenzione al tema, anche in conseguenza del caso Cucchi, che ha una certa correlazione con il quadro carcerario italiano. Ci auguriamo, pertanto – conclude –, che lo Stato prenda a cuore quelli che appaiono sempre come i soliti dimenticati”. La corrispondenza tra la morte di Stefano Cucchi e il tema del sovraffollamento delle carceri è stata ribadita anche da Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia del movimento nazionale: “La tutela dei carcerati – spiega – è un obiettivo primario che le istituzioni devono impegnarsi a raggiungere perché, come abbiamo visto nel caso Cucchi, c’è stata una violazione dei diritti del detenuto ed è evidente che è un aspetto che viaggia di pari passo col sovraffollamento. Oltre questo, il governo deve fare chiarezza sulla presenza di fondi per nuove strutture carcerarie, magari stanziandone una parte per incrementare il numero delle forze dell’ordine, polizia penitenziaria compresa. L’aspetto più importante, però – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro –, è la riapertura delle carceri già esistenti, come quelle di Pianosa e dell’Asinara, soprattutto per quei reati per i quali il 41 bis appare necessario”.